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Chiesa di Santa Maria della Corte

immagine ingrandita Chiesa di Santa Maria della Corte - Facciata (apre in nuova finestra) La chiesa di S.Maria della Corte, presso la quale ha sede oggi la sede parrocchiale di Castellazzo, viene tradizionalmente riconosciuta nella chiesa "in curte regia Gamundii" (da cui il suffisso "della Corte") citata da un istrumento del 1005, che ne tramanda la fondazione da parte di Maria figlia del re longobardo Adalberto.
Dal 1443 al 1807 la chiesa viene retta dai Padri Serviti, insieme al convento, costruito ai primi del Quattrocento, più volte rimaneggiato e quasi ricostruito nel 1676 : im un'area molto più ampia dell'attuale, comprendeva refettorio, dormitorio, chiostro, orto, officine, come riportato in doocumento conservato nell'archivio parrocchiale.
Nel documento si leggono anche le tappe dell'evoluzione della chiesa fino alla costruzione attuale. La prima chiesa è probabilmente ad aula unica; "cadente per l'antichità ... come anche poco capace", si decide l'ampliamento: ed al termine della funzione dello Spirito Santo dell'anno 1494 inizia solennemente la demolizione.
Ne rimane il campanile Verrà ricostruita a tre navate, presumibilmente in stile tardogotico: la consacrazione avvenne il 2 febbraio 1534.
immagine ingrandita Chiesa di Santa Maria della Corte - Vista Campanile (apre in nuova finestra) Inondata dalla Bormida nel 1647 ed incendiata dalle truppe francesi nel 1651, viene sostituita dalla chiesa attuale, costruita tra il 1665 e il 1717, "sul medesimo disegno ch'era l'altra essendosi serviti de medesimii fondamenti, et della cuppola ch'era ancora restata in piedi". Architetto della ricostruzione della chiesa sei-settecentesca, l'alessandrino Guglielmo Trotti modificò ulteriormente l'aspetto interno "facendo scomparire gli snelli archi ed i bellissimi capitelli murati per ogni parte".
Nel 1802 il Maire napoleonico di Castellazzo dichiarò sciolta la comunità di S.Maria, e nel 1807 chiesa e convento vennero abbandonati definitivamente dai Padri Serviti. Rientrati in possesso del clero secolare (1817), il convento venne progressivamente diviso tra la parrocchia e il Municipio.
Nel 1894 si intrapresero i lavori per il risanamento della pavimentazione e la decorazione delle murature interne e delle stanze della canonica, opere del pittore Rodolfo Gambini di Milano, che successivamente decorerà anche la chiesa di S.Francesco ai Cappuccini e forse il convento di S.Martino.
All'interno di S.Maria segnaliamo il crocifisso ligneo miracolosamente scampato all'incendio del 1651, un maestoso leone di San Marco dalla misteriosa provenienza, e - presso la parte di convento di proprietà comunale - ll piccolo affresco tardo-trecentesco raffigurante San Rocco e San Sebastiano.

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